Turi

IL CONSIGLIERE SPINELLI: UN PROJECT CON MOLTE OMBRE

di Massimo Sportelli

Nel comizio tenutosi la scorsa domenica 19 settembre in Piazza Aldo Moro, ove vi hanno parte­cipato quasi tutti i componenti dell’op­posizione ( era assente il Consigliere Paolo Tundo), tra i diversi argomenti affrontati, c’è stato il tanto discusso Financial Project ( progetto finanzia­rio) analizzato e spiegato, in particolar modo dal Consigliere Spinelli.

Prima di entrare nel merito, cerchiamo di fare chiarezza di cosa stiamo parlando.

Il Project riguarda sostanzialmente dei lavori pubblici per il rifacimento della pubblica illuminazione. Si parte dal rias­setto dell’impianto elettrico per finire poi alla sostituzione materiale delle lampade e delle lampadine che dovrebbero illuminare il paese. Indubbiamente si tratta di un lavoro importante sia in termini tecnici quanto economici.

Certo economici: infatti, la sostituzione delle attuali lampa­dine con quelle a led, indubbiamente consentirebbero alle casse comunali, di beneficiare di una riduzione considere­vole del costo delle bollette elettriche. Ciò detto, secondo Spinelli, il Financial Project pur essendo un progetto eccel­lente è stato gestito dall’attuale amministrazione con molte zone d’ombra.

In primo luogo si mette in forte discussione, le modalità con cui questo progetto è stato approvato. Infatti, stando alla normativa vigente, un tale progetto non doveva e non poteva essere approvato dalla Giunta Comunale (ovvero Sindaco ed Assessori), ma bensì dal Consiglio Comunale (composto da tutti i componenti della maggioranza ed oppo­sizione) ha ribadito il Consigliere di minoranza.

Di fronte a quest’atto di forza del Sindaco e la Giunta, l’op­posizione ha sottoposto all’attenzione tanto dell’ANAC che della Corte dei Conti la questione affinchè venga fatta chiarezza.

Il secondo aspetto, oggetto di aspre critiche da parte dell’op­posizione, riguarda l’assegnazione dei lavori per la gestione e realizzazione del progetto.

«Il Comune avrebbe potuto scegliere tra due “strade” – asse­risce Sergio Spinelli – o affidare l’intera gestione ad una ditta esterna oppure occuparsene direttamente». Dove sono le differenze?

La scelta della maggioranza è stata quale di affidare l’intera gestione dei lavori relativi al project ad una ditta esterna che si occuperà non solo dei lavori iniziali, ma anche della manu­tenzione dell’impianto vita natural durante, per vent’anni ed al costo di 2 milioni di euro circa.

Secondo l’avviso di Spinelli ( e di tutta la minoranza ndr) si sarebbe potuto optare per una strada diversa, ovvero accendere un mutuo ( considerando che i tassi d’interesse applicati sono ai minimi storici).

«Questa soluzione, molto proba­bilmente, avrebbe permesso al Comune di Turi, di realizzare il pro­getto a costi decisamente inferiori per diversi motivi».

Affidare ad una ditta esterna il progetto illuminazione per 20 anni appare molto insensato.

«La soluzione ottimale sarebbe stata quella di affidare ad una ditta esterna il compito del rifacimento degli impianti, ma al comune quello di occuparsi della manutenzione».

Sostanzialmente sarebbe come dire, in caso di costruzione di una nuova abitazione, affidare il compito all’impresa della realizzazione dell’impianto elettrico, ma al proprietario di casa quella della sua manutenzione. Per intenderci: soste­nere nell’immediato una spesa importante, ma nel medio e lungo periodo una spesa decisamente inferiore.

«Così facendo – aggiunge il Consigliere – in primo luogo la spesa per il progetto, avrebbe avuto costi contenuti, e soprat­tutto stabilire di volta in volta gli interventi di manutenzione dell’impianto di illuminazione, avrebbe permesso al Comune di non caricarsi di una spesa ventennale. Considerando che le cose nel tempo possono sempre cambiare; la tecnologia moderna ci insegna che le cose cambiamo alla velocità della luce».