Cronaca

Modugno, arresti e silenzi: la doppia morale del centrodestra barese

L’arresto dell’assessore comunale di Modugno Antonio Lopez e l’indagine che coinvolge il sindaco dello stesso Comune aprono un nuovo fronte politico nell’area metropolitana di Bari.
Ma, al di là degli sviluppi giudiziari, a far discutere è soprattutto il silenzio del centrodestra barese, lo stesso che in passato aveva invocato con forza la linea dura nei confronti dell’amministrazione barese guidata da Antonio Decaro.

Quando a Bari esplosero le inchieste sulle presunte infiltrazioni mafiose, esponenti come Marcello Gemmato, Francesco Paolo Sisto e Fabio Romito furono in prima linea nel chiedere lo scioglimento del Comune e l’intervento del Ministero dell’Interno. Dichiarazioni accese, appelli pubblici e richieste di dimissioni arrivarono a raffica.

Oggi, invece, di fronte a un caso che riguarda un’amministrazione di segno politico opposto, il tono è cambiato. Nessuna richiesta di scioglimento, nessuna assemblea convocata, nessuna conferenza stampa per denunciare l’accaduto. Si invoca il garantismo, parola quasi dimenticata quando al centro delle indagini c’era un avversario politico.

Il risultato è un evidente paradosso: giustizialisti con gli altri, garantisti con i propri. Un atteggiamento che rischia di minare la credibilità di un’area politica che si candida a governare la Regione Puglia nelle prossime elezioni di novembre 2025.

La coerenza, in politica, è spesso merce rara. Ma in questo caso l’assenza è particolarmente evidente. Perché la legalità, se davvero è un valore, non può cambiare peso e misura a seconda del colore politico di chi viene coinvolto.

In fondo, come recita un vecchio adagio, signori si nasce, non si diventa.

Massimo Sportelli